La fase di progettazione della nuova struttura è stata ispirata dalle soluzioni tecniche e gestionali già sperimentate in questi anni nei servizi di Meridiana o di altre realtà specializzate. In questo senso, la nuova residenza vuole proporsi come laboratorio di sperimentazione di soluzioni architettoniche, tecnologiche e organizzative utili a favorire l’autonomia personale o la sensazione di familiarità del luogo.
La struttura accoglie fino ad un massimo di 71 persone, distribuite in nuclei abitativi da 10 a 20 posti letto ciascuno, specializzati nelle diverse tipologie di assistenza già descritte:

  • persone in stato vegetativo o in stato di minima coscienza che abbiano completato il percorso ospedaliero e di riabilitazione specialistica;
  • persone con sclerosi laterale amiotrofica o altre malattie neuromuscolari, con o senza ventilazione artificiale;
  • malattie respiratorie, nefrologiche o cardiologiche in stadio avanzato, con indicatori di prognosi compatibili con una aspettativa di vita inferiore a 6-12 mesi;
  • altre situazioni di complessità assistenziale: esiti sfavorevoli di trapianto d’organo o di intervento chirurgici maggiori, lesioni da decubito non altrimenti trattabili, neoplasie avanzate in grandi anziani ad elevata fragilità.

La struttura è collegata al Centro San Pietro, che potrà così ritornare alla sua mission naturale di luogo di accoglienza e cura per i più anziani. Il modello organizzativo è la naturale evoluzione di quello già collaudato; mantiene inoltre i collegamenti attivi con le sedi universitarie, di ricerca e di assistenza specialistica consolidati in questi anni e i solidi legami con la rete dei servizi della città di Monza e dell’ASL Monza Brianza. Può offrire diverse modalità di accoglienza:

  • ricoveri residenziali permanenti per persone con reti familiari deboli o assenti e assistenza domiciliare non possibile;
  • ricoveri residenziali di sollievo per crisi temporanee del sistema familiare o come sostegno a programmi di dimissione precoce o protetta da ricoveri ospedalieri;
  • ricoveri di tipo hospice per le fasi avanzate e terminali di malattie avanzate non oncologiche;
  • interventi ambulatoriali, domiciliari o in regime di day-hospital, a sostegno dei malati seguiti entro i confini della propria casa.

Una grande attenzione è stata posta al tema della continuità assistenziale, gradita alle persone e variabile indipendente del buon esito dei percorsi di cura. In questo senso, il progetto che si è realizzato è condiviso con le istituzioni, con le associazioni di malati e familiari e con gli attori della rete dei servizi dell’Azienda Sanitaria Locale della provincia di Monza e Brianza.