La Meridiana nasce come esperienza di vicinanza alle situazioni di difficoltà. La sua storia si è dipanata lungo un percorso di coerenza e di fedeltà alle proprie origini e alla propria terra. Il tentativo è quello di migliorare la qualità di vita delle persone, soprattutto dei più anziani, attraverso forme di intervento innovative, efficienti, replicabili.

Dalla sua nascita Meridiana è sempre stata un passo avanti nella ricerca di nuove soluzioni. Ha creato alternative alle tradizionali strutture per anziani ma anche di modalità innovative di sostegno per chi desidera continuare a vivere l’esperienza di una casa.

Servizi e strutture che uniscono una buona qualità delle soluzioni abitative con modelli organizzativi sostenibili e in continua evoluzione. La replicabilità delle esperienze è sempre stato uno degli obiettivi di Meridiana. I servizi che rispondono a esigenze concrete devono poter diffondersi per rappresentare un sostegno efficace.
Il nuovo progetto si colloca in questa linea di ricerca, già riconosciuta dal programmatore regionale come meritevole di attenzione. I tecnici di Meridiana sono oggi presenti nei tavoli e nei gruppi di lavoro che stanno contribuendo alla progettazione dei nuovi percorsi di cura per i malati complessi e la lungoassistenza domiciliare e residenziale.

In particolare, il nuovo progetto sperimenta forme d’integrazione fra gli interventi sanitari e quelli socio-sanitari. Si tratta di quella sorta di terra di nessuno nella quale sono chiamati a muoversi le persone che hanno terminato la fase delle cure specialistiche e ospedaliere, ma che richiedono un sostegno anche tecnico per l’intera durata della propria storia di vita e di malattia.

Sperimentare nuovi modelli di sostegno è un interesse delle persone ma anche dei sistemi di intervento pubblici: garantire risposte proporzionate a costi sostenibili anche nel lungo periodo. Queste soluzioni rispondono anche a un preciso dovere etico: sono in aumento le persone chiamate ad assumere, per sé o per un proprio familiare, decisioni di cura. Le più frequenti riguardano l’opportunità di intraprendere o non intraprendere una terapia di supporto vitale, che una volta avviata condizionerà in modo decisivo il futuro della persona e della sua famiglia.

La carenza di strutture può rappresentare un deterrente per la maggiore diffusione di terapie che possono modificare la speranza di vita ma che non possono da sole garantire ad essa una qualità accettabile. Può rendere anche più difficile la diffusione di cure palliative di buona qualità. Ecco perché è necessario tradurre le ragioni dei grandi dibattiti in soluzioni concrete e le parole in strutture e servizi.