Gli stati vegetativi e di minima coscienza rappresentano una delle possibili evoluzioni delle gravi lesioni cerebrali acquisite.
Resta in stato vegetativo l’1% delle persone di ogni età che hanno subito un trauma cranio-encefalico per un incidente stradale, domestico o del lavoro e una quota superiore di coloro che subiscono un evento emorragico, ischemico o anossico. La varietà delle lesioni possibili, ma anche delle capacità plastiche e riparative del cervello rende ogni malato una realtà a sé e richiede che sia osservato con attenzione per cogliere i segni a volte labili di un possibile miglioramento.
Questi possono comparire anche a distanza di tempo, soprattutto nei malati più giovani e negli esiti di eventi traumatici.
 
Si tratta quindi di malati e di famiglie che richiedono servizi di qualità e quantità adeguata per un notevole arco temporale: il Ministero della Salute suggerisce per i malati che abbiano superato la fase acuta e di riabilitazione specialistica ospedaliera, la disponibilità di un numero di posti letto specializzati per la lungoassistenza pari a circa 5-6 ogni 100.000 abitanti. Posti letto accolti in strutture con spazi ed équipe dedicate e standard di assistenza rigorosi e controllati. In Regione Lombardia, dal dicembre 2007, il ricovero di lungo periodo è a totale carico del servizio sanitario regionale.