Testimonianza Claudio Messa e Fabiola

Claudio Messa, 47 anni, da undici convive con la SLA. E’DSC05691

sereno sorridente malgrado la grande sofferenza con

la quale ogni giorno si confronta. Da meno di un anno

è a SLAncio che è diventata la sua casa. Come molti

malati di SLA comunica con un computer speciale che

traduce in testo i movimenti degli occhi. Claudio ama

la musica, è un appassionato lettore. Ha scritto due

libri di avventura. Non smette di amare la vita

Come ti trovi a SLAncio?

Molto bene

Perché ?

I medici, gli infermieri, gli operatori, le persone

che incontro qui sono molto sensibili, premurosi e

professionali. Con alcuni siamo diventati amici e poi …

mi trovo bene perché principalmente Fabiola, la mia

compagna, ha ritrovato il sorriso. Ho deciso di essere

ricoverato soprattutto per questo.

Fabiola interviene, 48 anni, fisioterapista, ci aiuta a

ricostruire la storia di Claudio. Era l’ottobre del 2004

quando a Claudio è stata diagnostica la SLA. “Io e

Claudio eravamo amici, precisa Fabiola. Secondo i medici

a Claudio restavano 18 mesi di vita. Il peggioramento del

suo stato è stato repentino e a settembre del 2005 lui

era in carrozzina.” Ma la vita riserva sempre particolari

sorprese e nel marzo 2005, malgrado la SLA, fra

Claudio e Fabiola nasce l’amore.

Abbiamo deciso di vivere insieme – prosegue Fabiola

– ma non è facile convivere con la malattia. Ero

molto stanca anche se avevo un aiuto, Augusto, ma

non bastava. Era solo da un anno, prima di essere

ricoverato, cioè lo scorso 20 aprile, che Claudio

suggeriva il ricovero perché io non avevo più energie

per sopportare il carico di responsabilità da sola. Ma

nulla capita a caso. Un giorno il badante mi informa

che cambia vita: va in America a cercare fortuna. Le

cose si accelerano conosco SLAncio tramite un’altra

ospite, Teresa. Un anno fa la venni a trovare. Mi

piacque il posto, le persone, il clima, gli operatori.

Spesso quando vengo qui, a SLAncio, a trovare

Claudio non mi pare di essere in un luogo di cura,

ma in posto pieno di luce, di speranza di sorrisi, di

serenità. Avevamo deciso o SLAncio o nulla! Sono

veramente contenta che Claudio sia qui, curato,

amato, servito, stimolato e stimato. Vuoi un esempio.

Lui amava pescare. Un giorno di giugno si organizza e

si va alla cava di Paderno Dugnano.

Amare è la cosa più importante della vita – riprende

Claudio – senza l’amore la vita è sprecata. L’importante

è amare incondizionatamente tutto. Io mi sento

legato alle cose materiali, cose che producono legami

e generano sofferenza.

E’ un difetto?

No, ma ti impediscono di essere libero e a volte mi

arrabbio per il mio stato, con me stesso.

Posso chiederti come hai reagito quando ti hanno

detto che restavano solo 18 mesi?

Il mio primo pensiero è stato per mia figlia Michela.

Come gli spiego quello mi sta succedendo? Michela

all’epoca aveva solo sei anni ed essendo separato,

come posso gestirla ed educarla con i miei principi di

vita? Un vero casino!!!

Comunque credo di aver reagito come tutti i malati

… Poi ho preso l’auto e quando ero vicino a casa mi

son fermato. Ho chiesto un favore a Dio: di trovare

una compagna che mi amasse per i pochi mesi che

restavano da vivere. Fabiola è stata essenziale per

ritrovare la vita. Quando mi hanno detto che avevo la

SLA non riuscivo più a vivere. Ecco il vero miracolo:

essere stato esaudito ed aver incontrato Fabiola.

Adesso adoro vivere ed è per questo che ho smentito

medici e medicina. L’amore è una misteriosa equazione

capace di sovvertire le ferree regole matematiche e

scientifiche!

Fabiola cosa significa stare insieme ad una persona

malata di SLA …

Ringrazio Claudio e la sua malattia. L’ esperienza con

lui e di tutte le situazioni che abbiamo affrontato

insieme (sia le belle, sia le brutte) hanno portato ad

una coscienza di me più profonda, più autentica.

Io e Claudio siamo liberi di scegliere ogni giorno di

stare insieme. Ogni giorno rinnovo il mio amore.

Nessun vincolo me lo impone. Ogni giorno sono

chiamata ad una scelta. E’ un continuo dire si.

Quindi continui …

Si perché così la mia vita è ricca, piena, completa grazie

anche alle nuove conoscenze che faccio a SLAncio.

E’ un percorso che mi aiuta a riconoscere i limiti e mi

spinge all’accettazione che la vita è più forte, è più

grande di noi e che ci insegna attraverso le esperienze,

le gioie e i dolori, il modo in cui è meglio viverla: la vita

è un dialogo misterioso nel quale dall’altra parte c’è

un entità che ti parla, e ti insegna, attraverso le cose

concrete che ti accadono, un modo migliore di vivere,

scopri ciò che veramente conta.

Claudio hai un sogno?

Si, di guarire. Lotto per la vita in attesa che la ricerca

trovi una cura che debelli questa feroce malattia. Il

fatto di essere a SLAncio curato ed assistito al meglio

è sicuramente un vantaggio e un prezioso alleato in

questa terribile battaglia. Sono sicuro che anche voi

che leggete queste righe sarete al mio fianco per

realizzare insieme questo sogno.